Fortapasc. Cerano una volta i giornalisti…

Salvo qualche eccezione, oggi in Italia bisognerebbe stendere un velo pietoso sulla professione del giornalista. Giancarlo Siani era giovane, aveva passione per il suo lavoro, certo era inesperto, magari si era trovato di fronte a situazioni ben più grandi di lui. Sicuramente era solo, ed è stato ammazzato dalla camorra a soli 26 anni.
Mi viene la tristezza al pensiero dei giornalisti delle nostra epoca che scrivono le cose che chi li stipendia vuole che si scrivano. Come dice un personagggio del film: – Ci sono i “giornalisti giornalisti” e i “giornalisti”-.
Ormai in Italia ci sono solo questi ultimi…
Un film da vedere.

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11 commenti su “Fortapasc. Cerano una volta i giornalisti…

  1. Chisà se nella tendopoli lo danno. Devo informarmi :-)Ciao Pietro, grazie per la foto del mio ex terrazzo. Quello è finito. Il prossimo sarà un giardino. Spero. Con i soldi del Cavaliere…

  2. Ancora non ho visto il film.Di giornalisti-giornalisti ne son rimasti pochi così di primo acchito mi viene in mente Saviano che rimarrà vivo fin che noi gli presteremo attenzione e che appena lo dovessimo trascurare verrà fatto fuori.

  3. assolutamente d’accordo 🙂 l’ho già visto ed è molto bello! Poi ci si affeziona tantissimo a Siani…tanto che in un ‘intervista Marco Risi ha detto che volevano cambiare il finale…..

  4. esempio di giornalismo (una volta sola)dalla puntata del tiggì nazionalcomico delle 13,30GIORNALISTA:…signora ora che hanno liberato suo figlio, quando tornerà a casa farete una grande festa, vero?..SIGNORA:sorride incredula, avrebbe voluto urlargli “no, brutto cretino, appeno lo vedrò gli chiederò di restituirmi i 100 euro che gli ho prestato!”

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