Il Travaglio del grillismo.

Anche a me piaceva Travaglio. Scambiavo per genio quel saper stuzzicare in me, con maestria, l’odio verso Berlusconi, così come ha fatto ora con i grillini contro Renzi.
Quando difendi l’indifendibile vuol dire che ti sei bruciato il cervello o più semplicemente che ti pagano. E allora non si parla più di politica e di giornalismo, ma di lavoro per un committente.
Ė insopportabile tutta questa fuffa di meme, articoli, post e vignette qualunquiste (spesso sessiste e destrorse) che girano sul web e su certi giornali, fabbricata a tavolino per solleticare l’orgoglio di una parte, per screditare in modo volgare il nemico di turno e per suscitare facile indignazione.
Quando c’è un leader carismatico a guidare un partito o un movimento, non importa più la verità, ma che quella unica verità del guru non si discuta e che venga diffusa universalmente.
Oltre a togliere il simbolo dei m5s, speriamo che Grillo non chieda alla Raggi anche una nuova pettinatura, per simboleggiare un vero taglio con il passato.
“Lo giuro sul blog di Grillo” sembra stia lentamente sostituendo “lo giuro sulla Bibbia”. E non è per niente una cosa buona.
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