La Lega “Una Cinecittà a Milano per non sentire più l’accento romano nei film italiani”. Pronti i remake in salsa padana di grandi classici del cinema

La lega dice basta ai film che non raccontano la storia del nord. Previsti i remake dei grandi classici del cinema italiano in salsa padana. Eccone alcuni già in lavorazione:

Roma città chiusa – Storie intrecciate di vita quotidiana, in uno scenario apocalittico, in cui Roma viene recintata e i loro abitanti segregati.

Paisà – In un condominio del centro di Brescia, cronaca dell’insofferenza per gli odori provenienti dalla cucina di una famiglia napoletana che abita al quarto piano.

La terra trema – Scienziati bergamaschi, nel loro centro studi della Val Brembana, studiano un sistema per far risvegliare il Vesuvio e far seppellire dalla lava Napoli e dintorni.

C’eravamo tanto armati – documentario sulla vita delle ronde padane.

Travolti da un insolito destino nell’azzurro mare d’agosto – i due protagonisti Bossi e Fini, tentano con ogni mezzo di sconfiggere il temuto esercito clandestino, pronto a sbarcare nella splendida isola di Lampedusa. Memorabile l’affondamento del gommone di clandestini, scena finale che entrerà di diritto negli annali della cinematografia mondiale.

Bellissima – Storia di una ragazza di Bergamo di sopra e della sua elezione a miss Padania e della sua carriera politica nelle file del Carroccio come responsabile allestimenti gazebo.

Miracolo a Milano – Un gruppo di preghiera capeggiato da un popolare prete, ex pornostar, lotta per il riconoscimento da parte della Chiesa, delle lacrime della Madunina, che piange, a loro giudizio, per il grande numero di terroni presenti in città.

Rocco e i suoi fratelli – In una Torino deindustrializzata, la polizia di frontiera padana sferra l’attacco contro il ricongiungimento di Rocco e dei suoi 12 fratelli calabresi che sperano di insediarsi in città e di rubare il lavoro ai torinesi

Le mani sulla città – Nonostante il governo di Milano da più di 20 anni da parte del centro destra, un gruppo di politici e imprenditori comunisti legati alla massoneria riesce a mettere le mani sul controllo totale della città.

Signore e Signori – La vita serena di una famiglia del nord che passa la vita davanti alla tv a vedere telefilm, talk show, reality, spettacoli di varietà e quiz sulle reti Mediaset.

Indagine su un cittadino al di sopra di ogni sospetto – Film documentario che dimostra lo sperpero di soldi da parte della magistratura, nelle indagini su Silvio Berlusconi.

Accattone – La vita segreta e insospettabile di un mendicante di p.zza San Babila a Milano, tra donne, droga, macchine lussuose e yacht miliardari.

Il medico della mutua – Un medico di famiglia, traumatizzato dalla malasanità pubblica, riesce a far carriera politica e a privatizzare tutti gli ospedali del nord, e a dimostrare che, nonostante l’aumento dei casi di mortalità, specie nelle classi più deboli, in alcuni ospedali si riescono a toccare punte di efficienza mai raggiunte prima.

Amarcord Commovente affresco di un nord pieno di vita, colori e benessere, sotto l’impero austroungarico.

Il sorpasso – storia di Toni Visentin, scienzato pluripremiato all’università parificata di Caprino Veronese, e dei suoi studi sul sorpasso della razza padana su quella terrona che gli hanno valso l’ambito riconoscimento.

Palermo Milano solo andata – raffinato thriller che narra la tragica vicenda di un viaggio in treno di Borghezio, politico padano malmenato e seviziato da un gruppo di no global senza scrupoli.

Il vizietto – la doppia vita di Giancarlo Gentilini, irreprensibile vice sindaco della provincia padana di giorno, che di notte si trasforma ne “la Sceriffa”, splendido trans che offre gratuitamente il suo corpo ai componenti maschi di un campo rom.

Altri in ordine sparso:
————————-
Bianco rosso e verde padania – Ricomincio da Trecate (Novara) – Ultimo tango ad Abbiategrasso – C’era una volta in Emilia Romagna – La classe operaia va in mona – C’era una volta il Nord Est – Per un pugno di schei – Umberto B. – Pane amore ed evasione fiscale – Profondo rossonero – Polenta e osei dalle piume di cristallo – Ecce bamba – L’albero delle zoccole – Lo chiamavano Senatùr – Il Cainano – La finestra di fronte della gioventù – Romanzo Viminale – Anche Libero va bene ma meglio La padania o al limite Il Giornale – Le chiavi di casa della libertà – Pane , formajo e tulipani, La stanza del figlio di Bossi – Ma quando arrivano le escort? – Non ti muovere, sporco negro!

Precedente OGGI SCIOPERO Successivo (Vignetta) - Omicidio Sandri. A Spaccarotella 6 anni di carcere. Premiata la linea della difesa

28 commenti su “La Lega “Una Cinecittà a Milano per non sentire più l’accento romano nei film italiani”. Pronti i remake in salsa padana di grandi classici del cinema

  1. "La terra trema"a nome dei Napoletani e dintorni GRAZIE :)) e cmq è preferibile essere sepolti dalla lava del NOSTRO VESUVIO piuttosto che dalla merda (si può dire merda?) che esce dalle loro testoline di culo (si può dire culo?) mi so' svegliata storta stamattina si nota? E CAMBIATE COLORI! QUESTE CRAVATTE VERDI FANNO RIDERE, Marrone sarebbe più adatto… se non altro è più sobrio! PRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRRR!!!!!!!!!!!!!!!!!!!!

  2. Ragà… le spacconate di Bossi sappiamo tutti come possiamo catalogarle (nell'umido?) ma -a costo di sembrare impopolare- se Caselli dice che fare un film su un personaggio Bergamasco per poi farlo parlare con una fortissima cadenza romana… beh, ragà, qui non si tratta di campanilismo ma di professionalità! Ne parlo pure io sul mio blog in questo post.

  3. sono d'accordo con alessandro. se un tizio è storicamente bergamasco non può avere la cadenza romana e viceversa. purtroppo castelli fa parte di un partito razzista e quindi ogni cosa che dice tendiamo a scaricarla nel cesso senza rifletterci, ma su questo punto ha ragione. ogni tanto capita pure a lui…

  4. Esempio: su youtube ho caricato la MITICA scena, tratta da "Borotalco", fra Carlo Verdone e Mario Brega. Giusto oggi uno ha commentato mandando affanculo Castelli. (Vabè un fanculo a Castelli non fa mai male, dai…) Io però gli ho fatto notare che mi piacerebbe sapere come la prenderebbe se un giorno decidessero di fare un film sulla vita del mitico Mario Brega e chiamassero un attore che parla con uno smaccato accento milanese…O anche un film su Totò interpretato da uno che parla in torinese spinto.Eh, ANNA, come la prenderesti?

  5. Anonimo il said:

    Non capisco perchè rosicano cosi tanto sti nordici! Se vogliono fare una nuova cinecittà a milano non ci vedo niente di male, ma farla per fare un dispetto ai romani è veramente assurdo.

  6. Infatti, a parte la polemica sensata sugli accenti, QUELLO è assurdo… o meglio, il fatto di fare un polo cinematografico a Milano, ben venga; quello che è assurdo è che Bossi prenda spunto per vaneggiare di grandi produzioni hollywoodiane sul popolo padano. Ma forse considerando che è Bossi, non è poi così assurdo

  7. Anonimo il said:

    Dal tono dei commenti solitamente si ha un quadro dei frequentatori. Anna tu sei il classico terrone, che non è un meridionale è solo un reietto che vive e si nutre di preconcetti. Speriamo che ci pensi la lava del Vesuvio se proprio ci tieni, ma non credo che sia necessario.

  8. Tutti belli ma "Il vizietto: la doppia vita di Giancarlo Gentilini, irreprensibile vice sindaco della provincia padana di giorno, che di notte si trasforma ne "la Sceriffa", splendido trans che offre gratuitamente il suo corpo ai componenti maschi di un campo rom."E' da Oscar, me lo vedo. Mi sa che è trans sul serio, sai che bellezza tacchi a spillo e giarrettiera il Gentilini! "Accendimi maschione scuro" e giù un paio di frustate sovrapprezzo (un paio di scarpatone sul di dietro mi sa che gliele do anch'io con infinita gioia).Splendida.

  9. Alessandro mi rendo conto del dramma. Però si potrebbe andare una sera dalla sceriffa a riempirla di legnate la maialona golosa.

  10. Bellissime le rivisitazioni!!Ma vogliamo mettere un'intera filmografia di Manfredi fatta in bergamasco o rivisitazioni dei film di Totò nel produttivissimo milanese?

  11. che il romanesco sia diventata quasi la lingua ufficiale del cinema italiano non è certo un buon sintomo, ai tempi di Alberto Sordi lo si usava per sottolineare l'ignoranza popolare. Certo Castelli dovrebbe essere l'ultimo a lamentarsi di questo che è uno degli effetti a lungo termine del berlusconismo. Comunque lo si potrebbe accontentare ridoppiando in bergamasco un film su papa Wojtyla, il cui nome ben si adatta alla pronuncia pedemontana lombarda

  12. ALESSANDRO ARCURI: la prenderei proprio male, ma non sopporto il modo che hanno di dire certe cose, penso che esagerino non è questo in particolare è tutto l'insieme che ti fa venire voglia di prenderli a sassate in fronte! :))

  13. "Anonimo ha detto…Dal tono dei commenti solitamente si ha un quadro dei frequentatori. Anna tu sei il classico terrone, che non è un meridionale è solo un reietto che vive e si nutre di preconcetti. Speriamo che ci pensi la lava del Vesuvio se proprio ci tieni, ma non credo che sia necessario."SCUSA ANONIMO MA NON TI AVEVO PROPRIO VISTO, SARA' CHE DI SOLITO EVITO GLI STRONZI! E GRADIREI NON ESSERE CHIAMATA TERRONE MA TERRONA SONO UNA DONNA! GRAZIE

  14. Scusa Pietro, vorrei fare una precisazione… io non detesto le persone del nord anzi… ho un sacco di amici e anche parenti… io detesto La Lega Nord e chi l'appoggia per le idee (secondo me) malsane! 🙂

  15. come dice Anna, niente contro le persone del nord, solo contro questi stupidi della lega che si sentono gli unici in Italia…Un Cinecittà a Milano, non sarebbe nessun problema, il problema è la ragione che danno per farla… lega cervello chiuso!!!

  16. Anonimo il said:

    Avevo sentito di questa faccenda, ma davvero fanno i remake padani di alcuni bellissimi film internazionali? Sono scemi?

  17. Che siano scemi è molto probabile, ma i titoli sono inventati. E' per fare un po' di satira su una vicenda un po' grottesca…

I commenti sono chiusi.