Mi sono scesi gli algoritmi alle ginocchia.

Quello che ho capito di come in Italia ormai si fa campagna elettorale per il referendum costituzionale: Si prende a caso il primo avversario che dice una cazzata o che fa una schifezza qualsiasi e si fa subito dei post del tipo “ecco, vedete, questo essere ignobile (o cretino, falso, deficiente, ladro etc…) vota per il sì” (o per il no, dipende da che parte si sta) e si fa condividere viralmente su tutti i social dai propri amici. Un giorno tocca al ministro che non sa quanto costi il latte, perché secondo alcuni puoi fare una finanziaria solo se prima tua moglie ti manda a fare la spesa. Poi è la volta del politico “guappo” che si fa uscire un’espressione infelice contro un politico di un suo partito, che a suo tempo gli aveva fatto uno sgarro. Poi dagli addosso a quattro idioti che hanno falsificato delle firme. E via così verso l’infinito dell’insulto e oltre. Insomma tutto fa brodo per denigrare gli avversari politici e scaricare odio sui “nemici”. La politica è l’ ambito perfetto dove si riesce a vedere bene la pagliuzza negli occhi dei nemici e non si sente la trave nel culo dei nostri compagni. Ci si mette pure il Pd dove ormai all’interno ci sono ormai due partiti. Distinti e separati, dove appunto l’ unica cosa che li lega per ora è l’odio reciproco. L’odio, che ormai sta bene su tutto. Pure Trump ha vinto perché ha sdoganato l’odio. L’odio, che ormai è l’unica ricetta per vincere le elezioni in tutto il mondo. Non importano più i contenuti e la coerenza. Grillo esulta per Trump. Il primo vuole reddito di cittadinza, l’altro vuole togliere pure la sanità gratis ai poveri. Chi ci capisce è bravo.
E’ tutta colpa del neurone impoverito. Nel frattempo a me stanno scendendo gli algoritmi alle ginocchia.

Precedente 167 - Le dimensioni contano... Successivo Il mio vip è più grosso del tuo