Politica 2.0 Dichiaro aperto il reparto psichiatrico

Avanti con il sistema proporzionale e il premio di accozzaglia. 

Una delle grandi opportunità che la  Politica 2.0 offre è quella di andare facilmente a spulciare tutte le dichiarazioni di Tizio, Caio e Sempronio degli anni passati ed evidenziare l’incoerenza rispetto alle posizioni attuali. Capite benissimo che così non si salva nessuno. La politica evolve e la coerenza delle proprie posizioni non è la caratteristica principale della politica italiana. Per non dire che siamo nel paese in cui pure i numeri vengono travisati o evidenziati in funzione di come più fanno comodo. Dove pure la matematica è un’opinione. 
I campi di battaglia sono tanti e i rispettivi reparti di influencer hanno archivi e numeri su cui affilare le proprie armi e rendere la guerra del web sempre più sanguinosa (e patetica).

Nel frattempo il linguaggio si arricchisce di altre simpatiche e allegre definizioni. Ieri si parlava di “accozzaglia di quelli del no”, oggi un altro leader ha fatto la seguente uscita “chi vota sì è un killer seriale di bambini”. Continuando così, con questi toni, da qui alle prossime elezioni politiche, ci scapperà davvero qualche morto. E poi magari tutti ad auspicare l’abbassamento dei toni.
Vedo truppe male assortite in ogni schieramento  e tensione altissima. Che va oltre il significato di un mero referendum. 
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Molti parlano di quelli che del sì come quelli che salgono sul carro dei vincitori, ma visti i sondaggi e l’aria che tira, tutto si può dire ma non che quelli che votano per il sì, saliranno su un carro di vincitori.
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A momenti ti viene pure nostalgia del cavaliere. Silvio, ritorna! Facci fare due risate come si deve, orco can, che per ora pure il sorriso causato delle tue berlusconate ci manca.
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A farci tirare un sospiro di sollievo per fortuna ci pensa Putin che dichiara: “Con Trump faremo tornare normale il rapporto tra i nostri stati”. Magari cominceranno con il chiudere reciprocamente un occhio sul doping nello sport e a ridiventare le due superpotenze di una volta.

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