SENATORI IN LEASING (Michele Serra)

Comperare un senatore: ciò che un tempo poteva sembrare una stravaganza per pochi ricchi, oggi può essere un investimento sicuro, quasi alla portata di tutti. Le possibilità offerte dal moderno mercato politico-finanziario sono infatti molteplici. Vediamo le principali.
Acquisto classico: È ancora la forma preferita da chi non ha problemi di liquidità, come Silvio Berlusconi. La cifra varia sensibilmente a seconda dell’età dell’articolo in vendita: un senatore sotto la cinquantina, se di sana costituzione, può valere anche un milione di euro perché può essere rivenduto con sicuro profitto nelle prossime legislature. Un senatore anziano vale meno della metà, anche se la moda dei senatori vintage sta facendo lievitare i prezzi degli ex democristiani, richiestissimi anche per battesimi e prime comunioni, e degli ex socialisti, il cui prezzo raddoppia se nano oppure ballerina. Poi, naturalmente, ci sono i pezzi unici: per una senatrice ex socialista, non solo ballerina ma addirittura anche nana, sono stati offerti cento milioni di euro da un miliardario russo che intendeva esporla impagliata nel suo loft londinese.
Affitto o noleggio: Per chi consideri troppo oneroso l’acquisto, sono ormai numerose le agenzie romane che offrono senatori in affitto per l’intera legislatura, o anche a noleggio per una sola votazione. Pacchetti molto vantaggiosi comprendono, oltre al noleggio del senatore o della senatrice per un’intera seduta a Palazzo Madama, anche la cena serale in un ristorante tipico e un brillante dopocena su una terrazza romana, compresa la scazzottata con il paparazzo. Un senatore del gruppo misto, molto spiritoso, include tra i suoi servigi anche un bacio alla francese in macchina, a fine serata, con il suo cliente.
Mercatino dell’usato: Fino a qualche mese fa era una pratica semiclandestina: a Porta Portese alcuni ambulanti offrivano sottobanco senatori usati. Bastava farsi capire, loro aprivano il furgone e sotto gli scampoli di stoffa o le scatole di scarpe spuntavano un paio di senatori, spesso in ottimo stato, e abbinabili come i comodini d’epoca. Ultimamente, grazie alla fine delle ipocrisie del politically correct, i senatori e le senatrici di seconda mano sono direttamente esposti sulle bancarelle, in grisaglia o in tailleur, e vanno davvero a ruba. Ma attenzione all’incauto acquisto: non tutti i senatori in vendita nei mercatini sono ancora in carica, e il rischio è ritrovarsi in casa con un ex senatore, dimesso già da tre o quattro legislature, che rompe i coglioni perché è abituato all’auto blu e vi frega le cravatte dall’armadio.
Leasing: Il senatore in leasing: ecco una soluzione davvero efficace, che mi piacerebbe molto potervi spiegare se fossi riuscito a capire, in tutti questi anni, che cos’è il leasing.
Ingrosso:Trattare l’acquisto di senatori al dettaglio può essere molto costoso. Ed ecco che va diffondendosi la compravendita all’ingrosso di interi gruppi parlamentari, che vengono consegnati a domicilio su un torpedone già impavesato con i colori dell’acquirente. Sul pullman, durante la cerimonia di consegna del materiale umano, finite le visite sanitarie e il controllo della dentizione, spesso ha luogo anche una rumorosa asta di pentole e piccoli elettrodomestici.
Senator Crossing: È una pratica molto simpatica, che va diffondendosi sulla falsariga del book-crossing: si lascia il proprio senatore su una panchina, o nella sala d’aspetto della stazione, in attesa che qualcuno se lo porti a casa e magari lasci al suo posto un altro senatore. Le sorprese sono infinite, il ricircolo delle idee è praticamente senza limiti: può capitare di lasciare in un parco un senatore di Rifondazione di origine operaia e ritirare una beghina della Margherita, oppure un ex repubblichino, o un concusso dell’Udc. “Pratico il senator-crossing da anni “, ci ha confidato un lobbista del Nord-Est, “e devo dire che sono sempre rimasto soddisfatto, tranne quella volta che in un autogrill ho caricato un senatore dipietrista che voleva farmi arrestare perché non avevo messo la freccia”.

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